Princesa è considerato uno dei primi titoli della cosiddetta “letteratura migrante” in lingua italiana. Il libro racconta la storia di vita della transgender brasiliana Fernanda Farias de Albuquerque. Scritto nel carcere romano di Rebibbia, dove Fernanda era detenuta per un tentato omicidio, il volume è stato pubblicato nel 1994 dalla casa editrice Sensibili alle foglie. In copertina, due firme: accanto a quella di Farias compare quella di Maurizio Iannelli che, con la prima, ha condiviso la detenzione a Rebibbia ed il lavoro di scrittura. All’origine dell’incontro e della narrazione vi è stato anche un terzo detenuto che ha svolto un ruolo decisivo nel sollecitare il racconto: il pastore sardo Giovanni Tamponi. Il libro è nato dall’oralità di Fernanda Farias de Albuquerque e dai suoi diari, lettere e note scritte in carcere a partire dalle sollecitazioni di Tamponi e di Iannelli. Quest’ultimo ha poi riversato i diari in un dattiloscritto che ha costituito il brogliaccio del testo edito nel 1994; quella “copia iniziale di lavoro” è ora, per la prima volta, integralmente consultabile in questo sito. Una volta pubblicato, il libro ha suscitato nuove narrazioni, non solo letterarie, da parte di altri autori: il documentario Princesa. Incontri irregolari (1994) realizzato da Carlo Conversi per la serie di Anna Amendola Storie Vere, trasmessa dalla RAI nel 1994; la canzone Prinçesa di Fabrizio De André, brano d’apertura del disco Anime Salve (1996), ultimo album del cantautore genovese; il documentario Le strade di Princesa. Ritratto di una trans molto speciale (1997) di Stefano Consiglio; e il film Princesa (2001) del regista brasiliano Henrique Goldman.

Il progetto Princesa 20 nasce, venti anni dopo l’edizione princeps, dalla volontà di rendere disponibile un’edizione annotata del libro, che tenga conto sia delle scritture avantestuali di Fernanda Farias de Albuquerque e di Giovanni Tamponi che delle produzioni multimediali successive. Immediatamente è quindi sorta la necessità di un’edizione digitale e transmediale, per consentire la riproduzione anastatica dei manoscritti e mostrare, nello stesso ambiente, le relazioni fra diverse forme di scrittura, tra narrazione autobiografica, documentaria, letteraria, racconto per immagini e in forma di canzone.

 

Nella sezione Libro è possibile scorrere il testo e soffermarsi sui principali punti d’interferenza, di continuità ma anche di rottura, fra queste diverse creazioni. Il segno indica le interferenze del libro con i manoscritti di Farias de Albuquerque e le carte di De André, il segno indica i punti di intersezione con la canzone Prinçesa e infine il segno mostra il rapporto fra il libro, i documentari di Conversi e Consiglio e il film di Goldman. Le note testuali mostrano come nella genesi del libro abbia giocato un ruolo fondamentale anche un capolavoro della letteratura come Il Grande Sertão dello scrittore brasiliano João Guimarães Rosa. 

Nell’Archivio è possibile consultare – nella sezione Farias de Albuquerque: una parte significativa dei manoscritti di Fernanda Farias de Albuquerque (i primi quaderni, il carteggio con Tamponi e Iannelli, la trascrizione di alcuni colloqui-intervista con i due coautori a Rebibbia, ecc.), di Giovanni Tamponi (il primo quaderno di Farias trascritto in italiano standard e il glossario), l’integralità del dattiloscritto che Maurizio Iannelli ha tratto dalle carte di Fernanda rispettandone l’inusitata interlingua (un misto di italiano, sardo e portoghese), “copia iniziale” del lavoro di redazione che porterà al libro del 1994, nonché – nella sezione De André : alcuni manoscritti di Fabrizio de André attestanti il processo genetico della canzone che apre Anime salve e, infine – nella sezione Conversi: il documentario di Stefano Conversi Princesa incontri irregolari, andato in onda su Rai Tre nel 1994 per la serie “Storie vere”.

In Critica, oltre ad una Nota all’edizione, sono accessibili – nella sezione Scaffale Princesa –  alcuni dei principali studi consacrati a Princesa. La sezione resterà aperta per continuare a registrare la fortuna critica di Princesa.

Ambizione ultima del progetto è di contribuire a “canonizzare” all’interno della cultura italiana un’opera nata dall’oralità restituendola ad un contesto comunicativo non circoscritto nei confini tipografici, ma aperto su un orizzonte transmediale.

 

Contatti

Ugo Fracassa (Università Roma Tre)

Anna Proto Pisani (Université Aix-Marseille)